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La Critica
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La
Marchesa P.S.Elpidio, cm 8,5 x 12,5
Tecnica mista 2004
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Un grazioso e prezioso esempio di tecnica mista dove pittura,
segno, scavo nel materiale di base, si saldano e si fondono per
sussurrare poesia.
Armando Ginesi
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Commenti
la mano dispone del segno ma
non del concetto,sarà la tua mente
fervida a dettare la tua mano.tutte le tue opere piccole o
grandi che
siano dicono qualcosa.viviamo il tempo dove il modello di vita
ci
impongone di andare oltre,ma riuscire a rimanere puri dentro è
la traccia +
bella che uno lascia.
Mario
6/12/2006
Dalle tue parole
si comprende che per te la pittura non è un lavoro, ma una vera e propria
missione… Ti auguro pertanto di superare rapidamente gli ostacoli che gli
artisti normalmente incontrano prima di raggiungere la meritata “gloria”. Nel
frattempo resisti e non mollare!
Primo
30/11/2006
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Sei proprio
bravo,caro Diego, i miei complimenti!
Devi
essere una persona interessante! Io faccio tutt'altro genere di
disegni, sono stilista di moda, prima per Dolce & Gabbana (ero
la più giovane di tutta l'azienda!) e adesso per Liu-Jo, a
Carpi.
Complimenti ancora e vedrai che riuscirai in quello che vuoi, la
chiave è sempre l'umiltà!
Daria
1/1/2006
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Io la vedrei così: una trilogia che nasce con Reflejos, si
sviluppa con
Fantasmas per finire con Iluminada.
Reflejos dai colori tenui: una donna balla sotto la luna, gioca
con lei quasi fosse una palla.
Sfumature d’argento nell’occhio della donna e nella
luna quasi a sottolineare un DNA comune. Riflessi di fiamma
nello sfondo. Qualcosa accade.
Un incontro. Un uomo. Due creature della notte. Anche lui è
figlio della luna?
I due si confrontano, si provocano, si sfidano. Eterni lottatori
o un invito alla danza?
Stessi colori, immagini speculari. Qualcosa nel profondo li lega, la vita
è lì, nella pancia.
Una palla gialla, un groviglio di vita, un embrione? E poi la loro storia,
qualcosa che a noi non è dato sapere.
Colore caldo, marrone di bosco, un sipario per noi curiosi spettatori.Un
lampo nel bosco, un incendio nella notte.
Secco, deciso, graffiante. Profondo…
Che resta?
Un quadro nel quadro, dai contorni precisi. Se ne può forse
parlare?
Poche parole nere incorniciano un fantasma bianco.Dov'è
l’embrione? E quella scintilla di vita, dov’è?
Parole nere nei punti cardinali: da leggere forse in senso
orario per arrivare ineluttabilmente a ovest,
lì dove tramonta il sole.
Un fantasma a cui resta però la speranza del giorno. I colori lo
accolgono.
Sono alba e tramonto. Creatura confusa tra il giorno e la notte.
E lei? Immersa nella notte del bosco saluta la luna bianca. Bianca come il
fantasma.
Una luna calante, così distante che le fiamme di un falò non
possono raggiungere.
Resta quel fuoco tra lui e lei, al centro, come un richiamo.
Dal colore del lampo e dell’embrione.
Un saluto a ciò che è stato.
Ti abbraccio
con affetto
Angi
30/12/2005
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Ciao Diego,
ieri sera ero a casa, ho messo un cd di Willie Deville e ho acceso una
candela, alla sinistra, a fianco al bordo del tuo quadro
Non son brava a dire a parole quel che vedo con l'occhio
Sai, sto iniziando a interpretare "Fantasmas" Da una certa riflessione è
nato questo:
A sinistra due entità speculari che non si toccano, unite però al centro, da
una specie di cordone ombelicale
Poi un secco cambio di colore, marrone
e una linea, come un graffio, a evidenziare una frattura, una chiusura col
tempo Quel tempo E poi, a destra, una figura evanescente, un fantasma
Quella parte di te indefinita a cui si deve ciò che sei.
Angi 19.12.2005

Caro
DIEGO
la tua opera e' arrivata!!!(bellissima)
tutto in ottime condizioni.
DIEGO i miei complimenti!! fai conto che qui' nella mia zona ci sia un tuo
cartellone pubblicitario(io) sto invitando tutti i miei amici a conoscere la tua
arte.perche tu meriti molto!!!! tanti saluti da valmontone.
Marco
19/03/2005

Ogni
piccolo segno che lasci nelle tua arte,
è una grande emozione
per noi che l' ammiriamo.
GRAZIE DIEGO!
Emanuele
18/03/2005

Essere italo-argentino è sicuramente una bella fortuna.
Solitamente chi si chiama Diego è un tipo tosto che si diverte
e riesci ad imporsi sugli altri in modo onesto e gentile
Probabilmente per un pezzetto hai anche pensato che buenos aires
era tua, e noi ti abbiamo dato carta e tela bianca, insomma noi
abbiamo bisogno di un Diego che in qualche modo ci allieti lo
sguardo che ci prenda per mano e ci trascini cordiale tra le trame
della sua tela.
Prendete
me ad esempio.
Non mi chiamo Diego
Sono Italo-toscano
Faccio il falegname e bazzico cantieri
pieni di muratoti albanesi.
Ragazzi in gamba....forse un po selvatici
tendenti alla ferocia ma in fondo bravi
Gente di buon animo
sono fortunato? dico bene?
mi spiego? diego?...
il prato ti circonda ,anzi adesso è una prateria
ma tu Diego non ti perdi d'animo punti il chiodo
sull'orizzonte lontano carichi il colpo con il martello
e,,,bam!
c'è chi è albanese
c'è chi è falegname
c'è chi è bravo a dipingere.
Tommaso nato a Firenze il 28 febbraio del millenovecentosettantanove
21/02/2005

Diego:
Volere "lasciare
tracce" come dici tu,é una cosa
'maschile'. Noi donne accettiamo meglio la fugacità
delle cose; siamo fiori, diamo al mondo il nostro
profumo, viviamo nel presente. E forse proprio per
questo riusciamo a vivere tanto profondamente la
vita. Passano gli anni,e questo profumo diventa
sempre più profondo, prezioso. Siamo vicine alla
nascita come anche
alla morte.
Il nostro corpo é la porta. E voi,uomini
cosa potreste fare?
Vi resta l'ammirazione eterna per noi.
FATIMA 31.12.2004

"La vita è come andare in treno ma il biglietto non lo fai
tu...(Malibù-Badgallo) ma in ogni instante la biglietteria è
aperta. Dove si entra?
Hazz 2004
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Le
poesie mi hanno colpito a fondo, da subito. Ho avuto
l'impressione
che
dentro di me già esistesse l'eco delle tue parole,come si
riconosce un
posto
in cui si è stati ma che non si ricorda di aver visitato... non
so se
sono
riuscita a farti capire cosa intendo,però posso ringraziarti di
averle
scritte: è
la cosa più spontanea che mi viene da dirti. E'un po'quello di
cui
parlavamo
l'altro giorno,no?Il fatto che lasciandosi conoscere non si fa
altro
che
mettere in circolo la nostra energia e le nostre emozioni.
Spero di risentirti presto Diego.
DIANA 2004 |
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Diego: Io posso darti un consiglio, un consiglio che ho dato anche
ad altri artisti che oggi sono diventati qualcuno. Cerca di essere
unico, non ti infilare in movimenti che finirebbe per confonderti
tra centinaia di pittori che non dicono nulla. I grandi pittori, i
veri artisti sono stati e sono grandi perché sono unici, perché
ogni loro opera è diversa da tutte le altre. Le tue opere sono
molto belle, e per dimostrare al mercato quanto vali, devi cercare
di allestire più mostre personali possibili perché solo cosi
qualche critico ti noterà e magari ti permetterà di diventare
famoso e magari di valere molto.
Confidando nella tua arte un saluto.
Carlo 14-10-2003 |
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